mercoledì 29 ottobre 2014
martedì 28 ottobre 2014
ACQUAVIVA BENEDETTA
Come reagisca l'anima allo spostamento del sogno, non ti so dire, caro Davide, l'Acquaviva benedetta si disloca su un colle lontano, visibile a occhio nudo, ma tangibile solo dopo un lungo viaggio in treno di 1000 chilometri, dagli spalti di un Castello Normanno che ci costruiamo nell'ombra del nostro angolo milanese, tra mille cartoline e mille saluti che ci arrivano per telefono. Il confine della vita si allunga verso l'infinito, verso miriadi di ricordi che forse si ricompongono forse si sfaldano, in una vendemmia di uve che esistono ormai solo nella nostra fantasia. Gli anni si appesantiscono come fusti di piombo, nella furia dei giorni che si colorano di nuove nascite, di nuove luci, di nuovi orizzonti.
Sulla pagina bianca diventa bellissima Acquaviva come una dea, come una Musa slanciata con le sue lunghe braccia sugli abissi di questo limbo dove vive l'esule, non più in patria ma nemmeno del tutto estraniato dalla patria. Il paese vive come in un sogno, si trasforma, lievita come un dolce pane, diventa una vera Utopia dove corrono i cavalli dei contadini della nostra infanzia, le chimere di tutti quei film felici della nostra adolescenza. Il sillabario antico dei nostri padri, dove arcanamente fanno la loro apparizione gli antichi greci, i frati medioevali, i francesi rivoluzionari con la fiera coccarda loro tricolore sul petto. Profetizzavamo una terra di uomini fratelli una volta e le risate e la gioia di un coro di amici tenuti insieme da vero e sincero affetto, in solare compagnia di un bottiglione di vino nostrano primitivo. Quel tempo deve ancora arrivare, ne siamo sicuri, o forse pure l'abbiamo attraversato distratti e non ce ne siamo nemmeno accorti.
giuseppe d'ambrosio angelillo
mercoledì 17 settembre 2014
TOMMASO PROCINO, LA VOCE DEI POETI
Chi conosce la Poesia ad Acquaviva non può non conoscere i tempi migliori del teatro di Tommaso Procino nel nostro paese. Il suo amore dell'oro dei versi è forte, fatto del più duro granito della volontà di un artista.
Il languore del suo sguardo è tutto perso oltreconfine, sui contrafforti delle montagne dei poeti dove lui con il suo treno lento ma deciso si arrampica sollevandoci con lui alle altezze delle bellezze della vita, che ognuno di noi si porta dentro.
Comunque Tommaso Procino ci ha tirato su un pò a tutti con la grappa distillata delle idee spartane dei suoi autori remoti di teatro e di poesia.
Con il suo bene di mastro muratore di testi lui, un pò sorridente un pò catastrofico, ci continua stranamente a formare con le lontanissime voci di fantasmi di genii che ci amano fin dentro i nostri colorati casamenti di Acquaviva.
Per Acquaviva cammina ogni tanto Federico Garcia Lorca con la sua musica e i suoi poemi e Acquaviva diventa Granada, e noi pensosi gitani che passeggiano piano tra le stesse mandorle e gli stessi fichi antichi che si specchiano sempre negli occhi languidi e persi nell'infinito dell'anima del nostro caro Tommaso Procino, titano di proscenio che declama senza enfasi, brucia senza fuoco, con i preziosi calamai dei suoi grandi poeti in mano, con i loro tesori mandati a memoria dal suo incredibile cuore. Per noi.
Tommaso non legge più, è ormai diventato lui stesso la voce dei suoi amatissimi poeti. Miracoli che capitano solo ai grandi.
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo
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