Giuseppe D'Ambrosio Angelillo è nato ad Acquaviva delle Fonti nel 1956. A Milano, all'età di 19 anni si è laureato in Filosofia alla Statale. Frequenta però sempre l'Università della Vita dove ancora studia molto con incerto profitto. E' stato comunque fornaio ad Assago, imbianchino a Londra, contadino in Puglia e Provenza, insegnate d'Italiano a Berlino, lavapiatti alla Breda, operaio a una fonderia di Affori, marinaio su una nave morta tarantina, supplente licenziato da vari Licei Statali lombardi, assistente di se stesso alla cattedra di Metafisica Concreta alla Normale di Utopia. E' stato pure portapizze a Firenze, rilegatore a Venezia, pescatore di cozze a Lampedusa. E' esperto di filosofia greca e tedesca, di poesia russa, di romanzi americani. Con tutto questo curriculum è stato però respinto all'esame di ammissione a un concorso per un posto di commesso ad una libreria Feltrinelli. Ha perso un portafoglio ad Atene ma ne ha trovato uno a Grado. Attualmente poeta di strada a Brera, tiene corsi di filosofia per alcune associazioni culturali di Milano. Nessuno ha mai scritto un articolo di critica su di lui e ne è contentissimo. I suoi libri, che sono tantissimi, vi riscalderebbero molto bene se ne faceste un falò. Suoi maestri amatissimi sono Bloch, Dostoevskij, Chagall, i suoi gattoni Nerino e Pallino. Recentemente ha fatto pure parecchie iniezioni ad Alda Merini fino a farle passare la sciatica. NON HA MAI VINTO IN VITA SUA NESSUN PREMIO LETTERARIO, NEANCHE IL NOBEL. Cosa di cui è incomprensibilmente fierissimo, infatti di tutto ha bisogno fuorché di essere beatificato da una banda di sfigati o peggio da un popolo cosi angosciato come quello svedese. Il suo motto è: "Comprate un mio libro, male che vada ci turate un buco del vostro cesso".
venerdì 20 settembre 2013
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo MARILYN rock pop art opera ACQUAVIVA
Madre pazza, padre vigliacco
ecco i grandi genitori della Bellezza
amanti conigli o peggio stupidi
ecco i compagni dell'eterno Sorriso di questo mondo.
Il sale della terra e il colore del cielo,
la purezza dell'acqua
e la forza del fuoco.
Ecco accanto la setta dei demoni
in processione come inganni
vischiosi come la notte...
MARILYN!
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo IL PROFESSORE DI FILOSOFIA romanzo ACQUAVIVA
Avevo seguito una figa per tutta Milano. Alla fine ero finito dalle parti di San Siro. La figa si era infilata in un portone di una casa isolata. Era l’ultima di Milano e così la persi. Era una casa tutta circondata di spazzatura e di alberi di fichi. Non riuscii proprio più a trovarla. Così sconsolato me ne tornai a un tram. Mi ritrovai in una ressa che esce dopo una partita di calcio, non mi ricordo chi giocava, il Milan o l’Inter, una delle due comunque. Contro chi, meno che meno. Nella ressa poi sbarcai in una fermata di metrò.
Scesi giù. Nella folla, nel vagone incontrai Enzino Butrugno studente di medicina e fu lui che mi disse che in una scuola di via Genova cercavano un professore di filosofia.
E così, prima di pensare a cosa poteva mai capitarmi, mi ritrovai in una classe a insegnare filosofia a una banda di ragazzi che della filosofia non gliene fregava assolutamente un cazzo.
– Una bella storia – dissi.
Una bella storia, un lavoretto leggero leggero. E’ bello insegnare filosofia a chi non gliene fotte un cazzo di filosofia: praticamente non fai un bel nulla, stai lì, ti siedi, guardi a destra, guardi a sinistra, guardi davanti, apri e chiudi il registro, tiri qualche sospiro, spari qualche cazzata, chiudi il registro e la fatica è bella e finita.
on www.books.google.com
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo LA SAGGEZZA TRAGICA saggio sul giovane Nietzsche ACQUAVIVA
IL MITO DI DIONISO
Perché parlare di Friedrich Nietzsche? e poi perché proprio oggi? A che può servire a noi parlare di un filosofo del secolo scorso come Friedrich Nietzsche? Ebbene, parlare di Nietzsche significa anche definire la nostra Civiltà occidentale contemporanea, quello che noi siamo adesso.
Però parlando di Friedrich Nietzsche immediatamente viene fuori il suo, non dico antagonista,ma quello che gli sta a fianco allo stesso tempo nella nostra Civiltà, cioè
Karl Marx. Con questo si vede che la filosofia è pane quotidiano della problematica del nostro vivere. E adesso spiegherò cosa significa questo dualismo Nietzsche-Marx, perché effettivamente è vita quotidiana, anche perché poi il Nietzsche ha immediatamente partorito, dal punto di vista del pensiero Heidegger, che è uno dei pensatori più grandi del nostro secolo. E Marx ha messo
alla luce un altro filosofo che è Ernst Bloch. Il dualismo del secolo scorso Nietzsche-Marx si può dire che si sia riperpetuato nel nostro secolo con il dualismo Heidegger-Bloch.
Però parlando di Friedrich Nietzsche immediatamente viene fuori il suo, non dico antagonista,ma quello che gli sta a fianco allo stesso tempo nella nostra Civiltà, cioè
Karl Marx. Con questo si vede che la filosofia è pane quotidiano della problematica del nostro vivere. E adesso spiegherò cosa significa questo dualismo Nietzsche-Marx, perché effettivamente è vita quotidiana, anche perché poi il Nietzsche ha immediatamente partorito, dal punto di vista del pensiero Heidegger, che è uno dei pensatori più grandi del nostro secolo. E Marx ha messo
alla luce un altro filosofo che è Ernst Bloch. Il dualismo del secolo scorso Nietzsche-Marx si può dire che si sia riperpetuato nel nostro secolo con il dualismo Heidegger-Bloch.
Giuseppe D'Ambrosio Angelillo LIANKA poema ACQUAVIVA
D'inverno
vendevi arance
Io non mi stancavo mai
di guardarti.
Sempre affaccendata
tra piogge
e silenzio
con quei semi
di sole.
La sera
mi facevi vedere
le tue mani gentili
screpolate dal lavoro
e sorridendo
poi le nascondevi sotto il tavolo.
Quanto belle
non me lo scorderò mai
e che tepore
tra tutte quelle casse
di mezzo mondo!
E sempre mi domandavi
se avevo mangiato
e anche se ti dicevo sì
non ti scordavi mai
di portarmi un pò di frutta.
Quanto buona
me lo ricordo ancora adesso
e che profumo
tra tutte quelle orme di api!
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